GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

La data del 25 novembre non è casuale, ma vuole ricordare un brutale assassinio avvenuto nella Repubblica Dominicana.

In questa foto degli anni ’50 le sorelle Mirabal appaiono forti, sorridenti: Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa sono le tre sorelle uccise brutalmente il 25 novembre del 1960 dal regime del dittatore Trujillo a cui loro avevano tentato di opporsi. Venivano uccise in quel lontano 25 novembre di tanti anni fa per le loro idee politiche e perché reputavano un DOVERE l’esporsi per sostenerle. Venivano uccise perché la loro sfrontata femminilità, il loro modo di essere DONNE irritava il regime.


A volere la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne è stata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre del 1999.
L’intento dell’ONU era quello di sensibilizzare le persone rispetto a questo argomento e dare SUPPORTO alle vittime.

Il colore rosso è stato scelto in quanto simbolo dell’amore, della passione che si trasforma in male ed in violenza, simbolo della possessione morbosa che diventa una trappola MORTALE e simbolo della femminilità che purtroppo, oggi, troppe volte viene violata.
In molti paesi, come l’Italia, il colore esibito in questa giornata è il rosso e uno degli oggetti simbolo è rappresentato da scarpe rosse da donna, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici, a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio.



Altro simbolo sono le panchine rosse.
Il progetto Panchina Rossa è stato avviato nel 2016 e, tre anni dopo, gli Stati Generali delle Donne hanno registrato il marchio lanciandolo ufficialmente il 25 novembre 2019.
Esse sono state pensate come un segno permanente di memoria e speranza che, a partire dalle scuole, può diffondersi in ogni luogo delle nostre città.


Vi segnaliamo le iniziative del Comune di Angera a questo link.


Anche noi diciamo STOP alla violenza sulle donne!

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GIORNATA MONDIALE DEL RICORDO DELLE VITTIME DELLA STRADA

Incidenti stradali, morti in aumento del 20%. Cellulari alla guida la prima causa

Una ricorrenza che si osserva ogni anno, nella terza domenica di novembre, per ricordare le tante persone morte sulle strade e per sensibilizzare gli automobilisti sui comportamenti corretti da tenere alla guida.

Tra le vittime sono presenti anche tanti appartenenti alle Forze di polizia che, ogni giorno, sono sulla strada per compiere il loro dovere. La Polizia Stradale è fortemente impegnata in campagne di sensibilizzazione sui temi di sicurezza stradale che, ogni anno, raggiungono migliaia di giovani studenti e cittadini. L’obiettivo è quello di rendere tutti più consapevoli. Solo rispettando le regole e assumendo un atteggiamento più prudente si può ridurre il numero delle vittime.

Tra i comportamenti errati più frequenti ci sono la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. Le violazioni al Codice della Strada più contestate risultano essere l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso del telefono cellulare alla guida.

Autovelox su tutte le strade – record europeo –, eppure gli incidenti stradali provocano quasi 3 mila morti all’anno. Il nuovo codice della strada 2022 viene continuamente aggiornato a colpi di emendamenti notturni eppure non si arriva mai a una riforma vera sulla sicurezza.
Dopo la tregua garantita dalla pandemia, stiamo tornando alle statistiche peggiori precedenti al blocco.

Fonti: Polizia di Stato

 
Messaggio del Segretario Generale in occasione della Giornata Mondiale del ricordo delle vittime del traffico stradale

17 novembre – “La Giornata Mondiale del ricordo delle vittime del traffico stradale  è un’opportunità per riflettere su come possiamo salvare milioni di vite.

Ogni anno, più di 1.3 milioni di persone perdono la vita in un incidente stradale.
Sempre più giovani tra i 15 e i 29 anni muoiono in circostanze di questo tipo, più che per altre cause come AIDS, malaria, tubercolosi o omicidio.
Nonostante la portata di questa sfida sia enorme, gli sforzi collettivi possono fare tanto per prevenire queste tragedie.

Salvare vite umane attraverso il miglioramento della sicurezza stradale è uno degli obiettivi principali dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. 

E dal 2015, il mio inviato speciale per la sicurezza stradale ha lavorato per mobilitare l’impegno politico, sensibilizzare l’opinione pubblica sulle convenzioni delle Nazioni Unite sulla sicurezza stradale, promuovere il dialogo sulle buone pratiche e sostenere finanziamenti e partenariati.

Nel 2018 è stato lanciato un Fondo delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale per finanziare azioni nei paesi a basso e medio reddito, dove si verifica circa il 90% delle vittime della strada. Nel febbraio del prossimo anno si terrà in Svezia una conferenza ministeriale globale sulla sicurezza stradale per rafforzare i partenariati per accelerare l’azione.

Un’azione urgente rimane imperativa. In questa Giornata mondiale chiedo a tutti di unire le forze per affrontare la crisi globale della sicurezza stradale.

Fonte: Centro Regionale di Informazioni delle Nazioni Unite

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14 Novembre 2022 – Giornata mondiale del diabete

Il diabete è una malattia in cui c’è aumento nel sangue dei livelli di glucosio (zucchero; la glicemia) per un deficit della quantità e, spesso, nell’efficacia biologica dell’insulina, l’ormone che controlla la glicemia nel sangue e che viene prodotto dal pancreas.

Il diabete non è una malattia contagiosa: vivere con un diabetico non fa venire il diabete. Il diabete non è una malattia ereditaria, nel senso che, tranne che per poche varietà molto rare (es. MODY), non c’è un passaggio inevitabile della malattia da una generazione ad un’altra. Esiste però una predisposizione familiare, soprattutto in caso di diabete tipo 2, per cui chi ha un diabetico fra i parenti di primo grado (genitori, fratelli) ha un rischio di ammalare superiore rispetto a chi non ha parenti con la malattia.

Classificazione

Il diabete è una malattia molto complessa in quanto è un contenitore di molteplici sindromi cliniche. Di fatto si tratta di malattie diverse accomunate dal fatto che la glicemia è alta.
Le principali varietà di diabete sono le seguenti:

  • diabete tipo 1 (detto anche insulino-dipendente)
  • diabete tipo 2 (detto anche non-insulino-dipendente)
  • diabete gestazionale
  • diabete monogenico (es. MODY, maturity-onset diabetes of the young)
  • diabete secondario ad altra patologia (es. malattia del pancreas) o farmaci (es cortisone)
Disturbi (sintomi)

Nella grande maggioranza dei casi la malattia non dà alcun disturbo (sintomo). Se questi sono presenti si tratta di sete intensa (polidipsia), necessità di urinare spesso con urine abbondanti (poliuria), stanchezza (astenia). Nel diabete tipo 1 vi è spesso perdita di peso e l’inizio della malattia può essere brusco con notevole malessere, sonnolenza e odore di acetone nell’alito. Nel diabete tipo 2 spesso la diagnosi viene fatta in una persona che sta sostanzialmente bene in occasione di esami di laboratorio (check up). Spesso il diabete viene diagnosticato in occasione di accertamenti o ricovero per altra malattia (diagnosi casuale).

Fattori di rischio di diabete tipo 1

  • Parenti di primo grado (genitori, fratelli) con diabete tipo 1
  • Malattie autoimmuni (es. tiroidite, artrite reumatoide, morbo celiaco, vitiligine).
  • Malattie autoimmuni fra i parenti di primo grado
Fattori di rischio di diabete tipo 2
  • Parenti di primo grado con diabete tipo 2
  • Glicemia o HbA1c non ottimale
  • Pregresso diabete gestazionale
  • Eccesso di peso corporeo
  • Sedentarietà
  • Iperalimentazione
  • Fumo di sigaretta
  • Ipertensione
  • Basso colesterolo HDL
  • Elevati trigliceridi
  • Alta uricemia o gotta
  • Basso peso alla nascita (meno di 2.5 kg)
  • Elevato peso alla nascita (più di 4 kg)
  • Donna che ha partorito un figlio di peso superiore a 4 kg
  • Età avanzata
Probabilità di diabete tipo 1 nei familiari di persone con diabete tipo 1
  • Un fratello gemello con diabete tipo 1: circa 40%
  • Un genitore o un fratello con diabete tipo 1: meno del 5%
  • Entrambi i genitori con diabete tipo 1: meno del 10%.
La prevenzione del diabete tipo 1

Nonostante siano stati condotte molte ricerche, al momento non c’è alcuna dimostrazione che il diabete tipo 1 può essere prevenuto con un particolare stile di vita o con farmaci.

La prevenzione del diabete tipo 2 con l’alimentazione

L’eccesso di peso è uno dei principali fattori di rischio di diabete tipo 2. Gli obesi hanno un rischio di diabete 10 volte più alto delle persone di peso normale. Inoltre, chi mangia molto e predilige cibi ricchi di zuccheri semplici e di grassi animali ha un rischio maggiore, mentre chi consuma cibi ricchi di fibre (cereali integrali, legumi, vegetali) ha un rischio minore. Una dieta ipocalorica in persone con eccesso di peso e glicemia non ottimale ha dimostrato di essere in grado di prevenire il diabete.

La prevenzione del diabete tipo 2 con l’attività fisica

La sedentarietà è un importante fattore di rischio di diabete tipo 2. Chi non svolge attività fisica ha un rischio di diabete maggiore rispetto a chi pratica sport. Chi passa molto tempo davanti alla televisione ha un rischio maggiore di chi fa spesso passeggiate. Studi recenti hanno dimostrato che in persone con eccesso di peso e glicemia non ottimale svolgere programmi strutturati di attività fisica previene il diabete.

La prevenzione del diabete con i farmaci

Recenti ricerche hanno dimostrato che certi farmaci usati per la terapia del diabete tipo 2 (metformina, acarbosio, rosiglitazone, pioglitazone) o dell’obesità (orlistat) sono in grado di prevenire il diabete tipo 2. Al momento, tuttavia, in nessun paese è stato approvato l’uso di farmaci per la prevenzione del diabete tipo 2. In altre parole l’assunzione di un farmaco al fine di prevenire il diabete, se prescritto da un medico, sarebbe a carico del cittadino e non del suo sistema sanitario o assicurativo.

Cura del diabete

Le basi della cura del diabete sono l’educazione terapeutica, la dieta, l’attività fisica e i farmaci.

Situazione Italiana

In Italia, i dati ISTAT 2015 segnalano che soffre di diabete mellito il 5,4% degli italiani (sia tra i maschi che tra le femmine), il che vuol dire oltre 3 milioni di persone.
Per quanto concerne la prevalenza del diabete nel nostro Paese, questa è aumentata dal 3,9%, nel 2001, al 4,7%, nel 2015.
A livello geografico, le zone in cui la prevalenza del diabete risulta più elevata sono le regioni del Meridione, in particolare la Calabria.

Fonti: SID Società Italiana di Diabetologia

 

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CORSO DISOSTRUZIONE PEDIATRICA

Visto l’alto numero di richieste giunte per il corso, il gruppo istruzione organizza una nuova sessione del corso di disostruzione pediatrica.

la nuova sessione si terrà sempre presso la nostra sede di via Fontana Mora 24 a Sesto Calende il giorno 22 novembre alle ore 20:45.

Il corso, della durata di circa 2 ore, sarà composto da una parte teorica a cui seguirà una parte pratica tenuta da istruttori ANPAS e AREU del Corpo Volontari Ambulanza.

Per maggiori informazioni o chiarimenti potete contattare Federico al numero 333 301 9367.

Il corso è gratuito, offerta libera. Iscrizione obbligatoria per motivi organizzativi

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DONAZIONE ALLA CROCE ROSSA RUMENA

Nella giornata di venerdì 28 novembre, la delegazione del CVA di Angera composta dal Presidente Gianluigi Conterio, dai soci volontari Angelo Caccialanza, Topor Andrei, Sergio Gumier e Silvio Penzo ha consegnato la nostra ambulanza AN110 alla Croce Rossa Rumena di Bihor. Il mezzo sarà adibito a nuovi servizi di assistenza sanitaria ai profughi ucraini.
Contestualmente alla consegna del mezzo, la nostra AN115 ha consegnato alimenti, medicinali e vestiario che verrà smistato dalla loro organizzazione  per far fronte alle esigenze degli oltre 1500 profughi ucraini che ha in carico.

Oltre a quanto ci è stato donato dalla popolazione italiana, ringraziamo anche:

  • l’associazione San Rocco di Castronno
  • l’associazione San Vincenzo di Sesto Calende

per un contributo economico per questa missione, che ricordiamo essere la terza che il CVA effettua.

A questo link trovate l’articolo del giornale locale rumeno

 

 

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