COME FUNZIONA UNA MISSIONE DI SOCCORSO

In questo periodo in cui spesso leggiamo sui social attacchi verso medici, infermieri e operatori sanitari (tra cui anche noi) ci sembra doveroso spiegare come funziona realmente il sistema di emergenza “lato ambulanza” da quando prendiamo in carico la chiamata a quando rientriamo in sede.

La richiesta di soccorso viene inoltrata dalla SOREU dei Laghi (Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza dei Laghi che gestisce il soccorso sanitario delle provincie di Varese, Como e Lecco) tramite un sistema computerizzato chiamato EmmaWeb (acronimo di Emergency Management Web). Da quando il PC inizia a suonare l’equipaggio ha 30 secondi per accettare la missione (in caso contrario scatta un allarme in SOREU per le opportune verifiche del perché non si è risposto alla chiamata) e nei successivi 2 minuti l’ambulanza deve partire dando l’apposito cambio di stato attraverso un tablet/radio posizionato a bordo del veicolo. Se sullo schermo del PC è comparsa un’icona particolare (e in questo periodo accade molto spesso per non dire sempre) occorre procedere alla vestizione completa.

La procedura di vestizione consiste nel sanificare le mani, indossare la tuta, indossare più strati di guanti , i calzari, chiudere la tuta con nastro adesivo, indossare la mascherina FFP2 e gli occhiali o la visiera protettiva. Il tutto mentre il veicolo è in movimento verso la destinazione. Il tutto sempre secondo procedure scritte da AREU.

L’utilizzo di lampeggianti e sirene è regolamentato dall’articolo 177 del codice della strada e dal codice di invio della SOREU (solo codice giallo o codice rosso). La sirena bitonale inoltre emette un suono con precise caratteristiche e con una precisa pressione acustica regolamentate dal Decreto Ministeriale 17 ottobre 1980.

Arrivati sul luogo dell’evento viene comunicato lo stato “sul posto” tramite la radio/tablet, l’equipaggio (che nel frattempo ha concluso la procedura di vestizione) raggiunge il paziente e tramite una apposita applicazione presente nel cellulare di servizio chiamata INPRIMIS si indica alla centrale che il paziente è preso in carico dai soccorritori.

Effettua una valutazione del paziente secondo uno schema ben definito, i dati rilevati vengono scritti sempre nell’app per inviarli alla SOREU. Finita la valutazione e contattata la centrale per aggiungere ulteriori particolari rilevanti dell’evento e ricevere istruzioni è ora possibile procedere allo spostamento del paziente verso l’ambulanza per raggiungere l’ospedale assegnato dalla centrale.

Caricato il paziente, tramite la radio/tablet viene dato lo stato “diretto in ospedale”. Anche in questo caso l’uso della sirena è dettato dal codice di gravità deciso esclusivamente dalla centrale operativa.

Arrivati in ospedale (stato “in ospedale” sulla radio/tablet) il paziente viene affidato al personale medico di PS. A questo punto partono due ulteriori procedure: quella di svestizione dell’equipaggio dai presidi di protezione contaminati (dove bisona prestare la massima attenzione per non contaminarsi nel rimuovere quanto si indossa) e la procedura di pulizia dell’ambulanza. Quest’ultima operazione viene eseguita dall’equipaggio dell’ambulanza utilizzando soluzione alcoolica almeno al 75% o in alternativa con cloro al 3% su tutte le superfici del mezzo e su tutti i presidi utilizzati. Lo stato radio/tablet diventa “liberi in ospedale”

Finita la sanificazione del vano sanitario sul tablet viene dato lo stato di “rientro in sede” e l’ambulanza può così partire per ritornare in sede (senza lampeggianti e sirene accese) già operativa per un nuovo intervento.

Arrivati in sede (stato libero in sede) l’equipaggio conclude la missione ripristinando il materiale utilizzato durante la missione e compilando tutta la modulistica cartacea o elettronica richiesta dalle procedure AREU. Durante tutta la missione, ogni stato del veicolo è stato registrato dalla SOREU con l’orario per permettere il completo tracciamento della missione.

Non esistono quindi sirene con volume regolabile, ambulanze che vagano vuote con lampeggianti e sirena per creare panico, ambulanze vuote in fila al pronto soccorso in attesa di sanificazione, centri di sanificazione o altro. Esistono solo persone che stanno combattendo assieme a tutto il personale sanitario una battaglia contro un virus che è reale e che ci porta a vedere e toccare con mano tutti i giorni questa triste realtà che spesso si fatica a voler accettare.

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SUL SERVIZIO DI STRISCIA LA NOTIZIA…

In merito al servizio mandato in onda dal programma “Striscia la notizia” del 20/04/2020 il Corpo Volontari Ambulanza si dissocia fermamente da quanto riportato nel servizio.

CVA Angera ha sempre cercato fin dal principio di fornire a tutto il proprio personale, in concerto con ANPAS Lombardia e con AREU, il materiale di autoprotezione necessario a fronteggiare gli interventi di Urgenza Emergenza. Nessun dipendente e nessun volontario ad oggi risulta essere stato contagiato a causa degli interventi effettuati.

Per quanto riguarda la formazione AREU ha sempre emanato Istruzioni Operative su come affrontare gli interventi. Analogamente ANPAS Lombardia ha inviato prontamente ulteriori indicazioni qualora ci fossero dubbi interpretativi. La formazione “via youtube” non è mai esistita e per diventare soccorritore occorre seguire un corso regionale di 120 ore composto da lezioni teoriche tenute da medici specialisti alternate a sessioni pratiche tenute da istruttori accreditati AREU e ANPAS. Il tutto esclusivamente in aula (a cui possovo giungere ispezioni a sorpresa per verificare la regolarità del corso) e l’abilitazione avviene a seguito di esame finale alla presenza di personale AREU. La formazione “via Youtube” menzionata non è lo standard utilizzato: è semplicemente uno strumento in più per reperire velocemente la procedura qualora si avessero dubbi dell’ultimo secondo. Analoghi video sono stati inviati ai CeFRA (Centro di Formazione Regionale Accreditato) che a cascata lo ha inviato alle associazioni di appartenenza.

CVA infine sottolinea che, per facilitare la raccolta delle procedure e avere sempre le informazioni aggiornate, ha istituito una pagina web ad accesso esclusivo del nostro personale (compresi i video).

Qualora la cittadinanza necessitasse di ulteriori informazioni su come è stata gestita l’emergenza Covid-19 in termine di formazione e logistica può contattarci attraverso l’apposito modulo scrivendo al gruppo istruzione.

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EMERGENZA CORONAVIRUS

Raccogliamo l’appello del Dr. Guido Garzena, direttore del NUE112 di Varese, di contattare il numero 112 esclusivamente per le emergenze reali, per richiedere informazioni utilizzare il numero 1500 oppure il numero 800894545.

Contattare il 112 per richiedere informazione comporta solo un ritardo nell’invio dei mezzi di soccorso a chi ha realmente bisogno in quel momento!

Il 112 in tilt: “Non chiamate per informazioni sul Coronavirus”

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1-1-2 DAY

In occasione del 1-1-2 Day (giornata celebrativa nata nel 2009 per sensibilizzare e promuovere il numero unico di emergenza 112) ricordiamo a tutti l’applicazione 112 Where Are U.
Una volt scaricata occorre registrarsi per permettere la rapida identificazione dell’utente in caso di utilizzo.
Con l’app è possibile contattare i soccorsi (Forde dell’ordine, Vigili del Fuoco e Soccorso sanitario) in caso di emergenza per essere messo in contatto con la Centrale Operativa della propria zona e inviando automaticamente la tua posizione all’operatore 112 che sta gestendo l’emergenza (fondamentale per inviare i soccorsi più rapidamente e con più precisione).
Se non è possibile parlare basta seleziona “chiamata silenziosa” o “chiamata + chat” e indica il tipo di intervento che di cui si ha bisogno. L’operatore saprà come gestire al meglio la chiamata e se richiesta la chat sarete ricontattati.
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AMBULANZA IN SIRENA…

Prendo spunto dall’articolo di VareseNews (qui trovate l’articolo) per fare qualche considerazione: Secondo quanto riportato dal codice della strada i dispositivi acustici e luminosi di emergenza (sirena e lampeggianti) sono strumenti che servono per chiedere strada e noi autisti dei mezzi di soccorso possiamo andare in deroga al codice della strada ma sempre e comunque mantenendo una guida prudente. Questo significa che il semaforo rosso deve essere affrontato rallentando e all’occorrenza fermandosi per accertarci che i veicoli che hanno via libera dal semaforo verde ci abbiano visto e di conseguenza ci permettano il transito (stesso discorso vale in corrispondenza dello stop). Dall’altra parte invece chi ha il semaforo rosso, accortosi del sopraggiungere del veicolo in emergenza deve agevolare il transito dello stesso.

In caso di veicolo di emergenza che sta sopraggiungendo mentre state guidando la cosa più semplice per agevolare il passaggio è…. farci capire le vostre intenzioni! Basta poco, rallentate, mettete la freccia e possibilmente non fermatevi in corrispondenza di dossi o curve che, diminuendo la visibilità, non agevolano il nostro passaggio.

Spezzo una lancia a favore degli automobilisti: le auto moderne sono sempre più insonorizzate all’interno e spesso non è facile percepire il suono della sirena…. Invito però tutti gli automobilisti a controllare negli specchietti cosa succede attorno a voi e a prestare la massima attenzione quando guidate!

Qui sotto pubblico un piccolo video per farvi vedere cosa vuol dire guidare in emergenza e trovare davanti qualcuno che non si sposta… (video tratto da Youtube)

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